Vangelo del giorno – Giovanni 3,13-17

Lunedì 14 settembre 2026 – Esaltazione della Santa Croce

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito.”

Il Vangelo di oggi ci conduce nel silenzio di un incontro notturno.

Nicodemo cerca Gesù. È un uomo che desidera comprendere, che porta dentro di sé domande profonde. E Gesù, parlando con lui, lo conduce verso qualcosa che probabilmente Nicodemo non avrebbe mai immaginato: la Croce.

Per spiegargli ciò che sta per accadere, Gesù richiama un episodio antico.

Nel deserto, il popolo d’Israele aveva sperimentato il veleno e la morte; Mosè innalzò il serpente e chi lo guardava rimaneva in vita.

Gesù dice che anche il Figlio dell’uomo dovrà essere innalzato.

Ma questa volta su un legno ci sarà Lui.

Cristo innalzato sulla Croce diventerà il luogo verso il quale l’umanità ferita potrà alzare lo sguardo.

Ed è qui che il Vangelo ci consegna una delle parole più belle di tutta la Scrittura:

Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio.

La Croce, allora, non racconta soltanto quanto abbia sofferto Gesù.

Racconta soprattutto quanto siamo stati amati.

Dietro quei chiodi c’è un amore che non si ritira.

Dietro quella corona di spine c’è un Dio che rimane accanto all’uomo anche quando l’uomo lo rifiuta.

Dietro quelle braccia aperte c’è l’abbraccio di Dio rivolto a un’umanità che spesso fugge da Lui.

E dietro la morte c’è già la promessa della Vita.

Alza lo sguardo

Forse anche noi attraversiamo qualche deserto.

Ci sono deserti fatti di malattia, paura, problemi familiari, difficoltà economiche, solitudine, incomprensioni, peccati, stanchezza.

E quando siamo dentro il deserto siamo tentati di guardare soltanto ciò che ci ferisce.

Gesù oggi ci dice:

Alza lo sguardo.

Non perché il dolore improvvisamente scomparirà.

Non perché la Croce diventerà facile.

Ma perché sulla nostra croce possiamo scoprire che non siamo soli.

Cristo è entrato nel dolore umano prima di noi.

Ha conosciuto l’abbandono, l’umiliazione, la paura, la sofferenza e la morte.

Per questo non esiste una nostra lacrima che gli sia sconosciuta.

Dio non è venuto per condannarti

C’è poi una frase del Vangelo che dovremmo custodire soprattutto nei momenti nei quali ci sentiamo indegni:

Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui.

Quante volte guardiamo Dio con paura.

Pensiamo alle nostre cadute, alle nostre fragilità, alle promesse non mantenute e forse crediamo che il Signore sia lì per giudicarci.

Ma dalla Croce Gesù non punta il dito.

Apre le braccia.

La Croce dice al peccatore: ritorna.

Dice a chi è ferito: vieni.

Dice a chi ha paura: fidati.

Dice a chi pensa di essere perduto: c’è ancora una strada.

E dice a ciascuno di noi:

“Tu vali il prezzo del mio sangue.”

Oggi, nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, fermiamoci qualche minuto davanti al Crocifisso.

Non chiediamo subito qualcosa.

Guardiamolo.

Guardiamo quelle mani.

Guardiamo quelle ferite.

Guardiamo quel costato trafitto.

E lasciamo che nel silenzio sia la Croce a parlare al nostro cuore.

Forse comprenderemo un poco di più che il cristianesimo nasce proprio da questo mistero:

un Dio che non salva l’uomo restando lontano dalla sua sofferenza, ma entrando dentro di essa e trasformando la morte in Vita.

Preghiamo

Signore Gesù,
oggi voglio fermarmi davanti alla tua Croce.

Quando il dolore mi impedisce di vedere oltre,
insegnami ad alzare lo sguardo verso di Te.

Quando penso di essere sola,
ricordami che Tu hai attraversato il dolore prima di me.

Quando il peccato mi fa sentire lontana,
ricordami che non sei venuto per condannarmi,
ma per salvarmi.

Quando la mia croce diventa pesante,
donami la forza di portarla insieme a Te.

Fa’ che guardando le tue ferite
io possa finalmente comprendere
quanto grande è l’amore del Padre per me.

E possa imparare anch’io
ad amare, perdonare e donarmi.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

Amen.

❤️ Gesù, confido in Te!

La Preghiera del Cuore, con Vania

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