Esaltazione della Santa Croce

14 settembre 2026
“Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.”
Oggi la Chiesa ci invita a fermarci davanti alla Croce.
Non a passarle accanto velocemente.
Non a distogliere lo sguardo perché fa male.
Ma a guardarla.
Perché davanti alla Croce comprendiamo qualcosa che nessuna parola potrebbe spiegare fino in fondo:
quanto Dio ha amato l’uomo.
La Croce è dolore.
È vero.
È il corpo di Gesù ferito, flagellato, coronato di spine, inchiodato.
È il sangue che scende.
È Maria ai piedi del Figlio.
È l’abbandono.
È il silenzio del Calvario.
È il grido di Cristo.
Non dobbiamo togliere alla Croce il suo dolore.
Ma oggi la Chiesa osa fare qualcosa che sembra quasi incomprensibile:
la esalta.
Perché?
Perché quella Croce non è rimasta uno strumento di morte.
Cristo l’ha trasformata con il suo amore.
Il legno della morte diventa albero della Vita
Gli uomini avevano preparato una Croce per uccidere.
Dio ne ha fatto il luogo della salvezza.
Gli uomini avevano preparato dei chiodi.
Cristo ne ha fatto il segno di un amore che non fugge.
Gli uomini avevano preparato una corona di spine per umiliarlo.
Cristo ne ha fatto la corona di un Re che regna donando se stesso.
Gli uomini avevano aperto il suo costato.
E da quel costato trafitto è sgorgato per noi un mistero di misericordia.
Questo è il paradosso della Croce.
Ciò che sembrava la sconfitta di Gesù diventa la sua vittoria.
Ciò che sembrava la fine diventa l’inizio.
Ciò che sembrava morte apre la strada alla Vita.
Non esaltiamo il dolore
È importante comprenderlo.
Noi cristiani non amiamo la sofferenza per la sofferenza.
Non esaltiamo il dolore, la malattia, la violenza o le lacrime.
Esaltiamo Cristo crocifisso.
Perché sulla Croce Dio è entrato fino in fondo nel dolore dell’uomo e lo ha attraversato con l’amore.
La Croce ci dice che non esiste una sofferenza nella quale Gesù non possa raggiungerci.
Non esiste una notte nella quale Egli non possa entrare.
Non esiste una ferita che gli sia estranea.
Non esiste un peccatore per il quale quelle braccia non siano state aperte.
E allora anch
