📖 Vangelo del giorno – Lunedì 5 ottobre 2026

Luca 10,25-37 – Il buon Samaritano

«Vai e anche tu fai così».

Nel Vangelo di oggi un dottore della Legge pone a Gesù una domanda che riguarda ciò che abbiamo di più prezioso: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?»

Gesù lo conduce al cuore della Legge: amare Dio con tutto noi stessi e amare il prossimo come noi stessi.

Ma l’uomo domanda ancora: «E chi è mio prossimo?»

Gesù non risponde con una definizione. Racconta una storia.

Un uomo viene assalito dai briganti, spogliato, percosso e abbandonato lungo la strada. Passano un sacerdote e un levita. Lo vedono, ma proseguono.

Poi arriva un samaritano.

Anche lui vede quell’uomo. Ma accade qualcosa di diverso: ne ha compassione.

Si ferma. Si avvicina. Fascia le sue ferite. Lo carica sulla propria cavalcatura. Lo conduce in un luogo sicuro e si prende cura di lui.

È qui che Gesù ci mostra che cosa significa veramente essere prossimo.

🌿 Il prossimo non è soltanto colui che amiamo o che appartiene alla nostra famiglia, alla nostra comunità o al nostro modo di pensare. Prossimo è colui davanti al quale decidiamo di fermarci.

Quante persone incontriamo ogni giorno lungo la nostra strada?

Qualcuno porta ferite che possiamo vedere. Altri nascondono dolori che nessuno conosce: una solitudine, una malattia, una paura, una difficoltà economica, un lutto, una famiglia ferita, una crisi di fede.

Possiamo passare oltre.

Oppure possiamo fermarci.

Non sempre possiamo risolvere i problemi degli altri. A volte non abbiamo denaro, risposte o soluzioni. Ma quasi sempre possiamo offrire qualcosa: una parola, una telefonata, un po’ del nostro tempo, un gesto concreto, un ascolto sincero, una preghiera.

❤️ La misericordia comincia quando il dolore dell’altro smette di esserci indifferente.

Il samaritano non domanda chi sia quell’uomo, da dove venga o se meriti il suo aiuto. Semplicemente vede una persona ferita e se ne prende cura.

È la stessa misericordia che Dio usa con noi.

Anche noi siamo stati, tante volte, quell’uomo lasciato sul ciglio della strada. E Cristo si è chinato sulle nostre ferite. Non è passato oltre.

Ci ha raccolti.

Ci ha curati.

Ci ha amati proprio quando eravamo più fragili.

Per questo, alla fine della parabola, Gesù non ci lascia soltanto qualcosa su cui riflettere. Ci consegna una missione:

«Vai e anche tu fai così».

Oggi proviamo allora a guardarci intorno.

Forse il nostro “uomo ferito” è molto più vicino di quanto immaginiamo.

Potrebbe essere una persona della nostra famiglia. Un vicino. Un anziano solo. Una persona malata. Qualcuno che ci scrive chiedendo una preghiera. Persino qualcuno con cui abbiamo avuto delle difficoltà.

Chiediamo al Signore di donarci occhi capaci di vedere, un cuore capace di commuoversi e mani disposte a servire.

Perché il cristianesimo non si vive soltanto con le parole.

Si vive fermandosi.

Si vive facendosi prossimi.

Si vive amando.

🙏 Preghiera

Signore Gesù,
quante volte corro lungo la mia strada
senza accorgermi di chi soffre accanto a me.

Donami occhi capaci di vedere
le ferite nascoste dei miei fratelli.

Donami un cuore che sappia commuoversi
e non diventi indifferente al dolore.

Donami mani pronte a servire,
tempo da donare,
parole capaci di consolare
e il coraggio di fermarmi.

Quando sarò io a trovarmi ferita lungo la strada,
ricordami che Tu non passi mai oltre,
ma Ti chini su di me
e mi raccogli tra le Tue braccia.

Fa’ di me, oggi,
un piccolo strumento della Tua misericordia.

E davanti a ogni persona che metterai sul mio cammino,
fa’ risuonare nel mio cuore le Tue parole:

«Vai e anche tu fai così».

Amen.

Gesù, confido in Te! ❤️

Con affetto e in preghiera
Vany – La Preghiera del Cuore

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