🍇 «Gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi»

Riflessione sul Vangelo – Mt 20,1-16
Il Vangelo di questa domenica ci conduce dentro una vigna. Gesù ci racconta di un padrone che esce continuamente: all’alba, alle nove, a mezzogiorno, alle tre e perfino quando ormai la giornata sta per terminare.
È un particolare bellissimo: Dio non si stanca di uscire a cercare l’uomo.
Non chiama soltanto chi è pronto dall’inizio. Torna sulla strada anche per chi è rimasto indietro, per chi ha perso tempo, per chi forse pensava che ormai fosse troppo tardi.
«Andate anche voi nella vigna».
Queste parole possono raggiungere ciascuno di noi.
Forse qualcuno ha incontrato il Signore da bambino. Qualcun altro lo ha ritrovato dopo molti anni. Qualcuno ha trascorso parte della propria vita lontano da Lui e oggi sente nuovamente il desiderio della preghiera, della Confessione, dell’Eucaristia, di una vita più vicina al Vangelo.
Per Dio non è troppo tardi.
Finché il Signore passa e chiama, esiste ancora la possibilità di entrare nella sua vigna.
Ma la parte più sorprendente della parabola arriva alla sera. Gli operai vengono chiamati per ricevere la paga e quelli arrivati per ultimi ricevono quanto quelli che hanno lavorato dall’alba.
Ed ecco nascere la mormorazione.
Il problema dei primi operai non è ciò che hanno ricevuto. Il padrone ha mantenuto la promessa fatta loro. Il loro malcontento nasce quando guardano ciò che è stato dato agli altri.
È una tentazione che conosciamo bene.
«Perché a lui sì e a me no?»
«Io ho pregato tanto…»
«Io sono stato fedele…»
«Io ho sofferto di più…»
Senza accorgercene possiamo trasformare persino il nostro rapporto con Dio in una contabilità: ciò che abbiamo fatto, quanto abbiamo pregato, quante rinunce abbiamo compiuto e ciò che pensiamo di meritare in cambio.
Ma il Vangelo oggi rompe questa logica.
L’amore di Dio non è un salario. È grazia.
Il Signore non ama qualcuno togliendo amore a qualcun altro. La misericordia concessa al fratello non diminuisce quella che Dio dona a noi.
E allora la domanda del padrone diventa una domanda rivolta direttamente al nostro cuore: siamo capaci di gioire perché Dio è buono anche con gli altri?
La vigna del Signore non è il luogo della competizione, ma della comunione.
C’è posto per chi è arrivato all’alba e per chi arriva all’ultima ora; per chi cammina nella fede da molti anni e per chi oggi pronuncia, forse timidamente, la sua prima preghiera dopo tanto tempo.
Nessuno deve sentirsi escluso.
E nessuno può sentirsi proprietario della grazia.
Questa domenica chiediamo allora al Signore un cuore capace di lavorare nella sua vigna non per accumulare meriti, ma per amore. Un cuore che sappia accogliere chi arriva dopo di noi, rialzare chi è caduto e gioire quando un fratello ritorna a Dio.
Perché alla sera della nostra vita comprenderemo che la ricompensa più grande non sarà qualcosa che Dio ci darà.
La ricompensa sarà Dio stesso.
🙏 Preghiera
Signore Gesù,
grazie perché continui a uscire sulle strade della nostra vita
e non ti stanchi mai di chiamarci.
Liberami dal confronto,
dall’invidia e dalla pretesa di misurare il tuo amore.
Donami la gioia di lavorare nella tua vigna,
di servire senza calcolare,
di amare senza aspettare ricompense
e di gioire per ogni fratello che ritorna a Te.
E quando mi sentirò lontano, stanco o in ritardo,
ricordami che anche nell’ultima ora
la tua voce continua a dire:
«Vieni anche tu nella mia vigna».
Amen.
❤️ Gesù, confido in Te!
La Preghiera del Cuore, con Vania
