VANGELO DEL GIORNO – LUNEDÌ 7 SETTEMBRE 2026

📖 Dal Vangelo secondo Luca 6,6-11
«Tendi la tua mano!»
Nel Vangelo di oggi Gesù entra nella sinagoga e incontra un uomo che ha la mano destra paralizzata.
Attorno a Lui ci sono scribi e farisei che lo osservano attentamente. Non stanno aspettando una parola di speranza e non sembrano gioire davanti alla possibilità che quell’uomo possa essere guarito. Cercano piuttosto un motivo per accusare Gesù.
Ed è proprio qui che nasce una domanda importante anche per noi: che cosa vede il nostro cuore quando guarda un’altra persona?
Gli scribi e i farisei vedono un caso da discutere, una regola da difendere, un’occasione per mettere Gesù alla prova.
Cristo, invece, vede un uomo che soffre.
E questa differenza cambia tutto.
Gesù conosce i loro pensieri, ma non si lascia fermare. Dice all’uomo:
«Àlzati e mettiti qui in mezzo!»
È un gesto meraviglioso.
Quell’uomo, forse abituato a sentirsi diverso, limitato o messo ai margini, viene chiamato da Gesù al centro.
Prima ancora di guarire la sua mano, Gesù restituisce dignità alla sua persona.
Poi domanda:
«È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?»
Gesù ci insegna che il bene non può aspettare.
La legge di Dio non è stata donata per imprigionare l’uomo, ma per condurlo alla vita e all’amore.
Poi Gesù pronuncia poche parole:
«Tendi la tua mano!»
L’uomo obbedisce.
Tende proprio quella mano che non funzionava, quella parte di sé che portava il segno della sua fragilità.
E viene guarito.
Forse oggi Gesù rivolge anche a noi lo stesso invito:
Tendi la tua mano.
Tendimi ciò che è ferito.
Tendimi ciò che non riesci più a donare.
Tendimi quella ferita che ti ha fatto chiudere il cuore.
Tendimi la paura che ti impedisce di fidarti.
Tendimi quella preoccupazione che continui a stringere dentro di te.
Cristo non ci chiede di presentarci davanti a Lui già guariti.
Ci chiede di consegnargli proprio ciò che ha bisogno di guarigione.
Ma il Vangelo di oggi ci pone anche un’altra domanda:
Le nostre mani sono aperte oppure chiuse?
Possiamo avere mani capaci di lavorare e tuttavia incapaci di accarezzare.
Possiamo conoscere molte preghiere e dimenticare che una delle preghiere più belle è una mano tesa verso chi soffre.
La fede autentica diventa concreta.
È una telefonata a chi è solo.
È un perdono offerto.
È un piatto preparato per qualcuno.
È il tempo donato a chi ha bisogno di essere ascoltato.
È una carezza.
È aiutare senza aspettare riconoscenza.
È scegliere il bene oggi, senza rimandarlo a domani.
Allora fermiamoci per un momento e chiediamoci:
Signore, quale parte di me devo tenderti perché Tu possa guarirla?
E ancora:
Verso chi mi chiedi oggi di tendere la mia mano?
🙏 PREGHIERA
Signore Gesù,
Tu conosci ciò che porto nel cuore
e vedi anche quelle ferite
che nessuno riesce a vedere.
Oggi ascolto la tua voce che mi dice:
«Tendi la tua mano».
Eccomi, Signore.
Ti consegno le mie fragilità,
le mie paure,
le mie chiusure
e tutto ciò che ancora non riesco a donare.
Guarisci ciò che in me è diventato rigido.
Apri le mie mani al servizio,
il mio cuore al perdono
e i miei occhi alle necessità dei fratelli.
Fa’ che non rimandi il bene
che posso compiere oggi.
Rendimi una piccola presenza del tuo amore
nella vita di chi incontrerò.
Gesù, confido in Te!
Amen. ❤️
La Preghiera del Cuore, con Vania
