Vangelo del giorno – Giovanni 19,25-27

Martedì 15 settembre 2026
«Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».
Il Vangelo di oggi ci porta sul Calvario.
Non ci sono folle entusiaste.
Non ci sono miracoli.
Non ci sono acclamazioni.
C’è una Croce.
E presso quella Croce c’è Maria.
Il Vangelo usa poche parole, ma sono parole che contengono un mondo intero:
«Stavano presso la croce di Gesù sua madre…»
Maria sta.
Non può togliere i chiodi dalle mani di suo Figlio.
Non può fermare la sofferenza.
Non può cambiare ciò che sta accadendo.
Ma può fare qualcosa di immensamente grande:
può rimanere.
Maria rimane
Quante volte vorremmo poter risolvere il dolore delle persone che amiamo.
Vorremmo togliere una malattia.
Risolvere un problema.
Cancellare una sofferenza.
Fermare una lacrima.
E invece ci accorgiamo che non possiamo.
Maria oggi ci insegna che, quando non possiamo togliere la croce a qualcuno, possiamo ancora offrirgli una cosa preziosissima:
la nostra presenza.
Possiamo restare.
Possiamo ascoltare.
Possiamo pregare.
Possiamo tenere una mano.
Possiamo condividere il silenzio.
Possiamo semplicemente dire con la nostra presenza:
“Non posso toglierti questa croce, ma non ti lascerò portarla da solo.”
Questo fa Maria sul Calvario.
«Donna, ecco tuo figlio»
E proprio nel momento della sofferenza più grande accade qualcosa di straordinario.
Gesù guarda sua Madre.
Poi guarda il discepolo che ama.
E dice:
«Donna, ecco tuo figlio!»
Poi al discepolo:
«Ecco tua madre!»
Gesù sta morendo e continua a donare.
Gli hanno tolto quasi tutto.
Le vesti.
La libertà.
La dignità agli occhi degli uomini.
Perfino la vita.
Ma nessuno può impedirgli di amare.
E così, nell’ora della Croce, Gesù ci consegna sua Madre.
Maria non appartiene più soltanto alla casa di Nazaret
