Mercoledì con San Giuseppe Lavoratore

«Qualunque cosa facciate, fatela di cuore, come per il Signore»

Oggi, nel nostro mercoledì dedicato a San Giuseppe, entriamo idealmente nella piccola bottega di Nazaret.

Non troviamo un uomo che compie gesti straordinari agli occhi del mondo.

Troviamo Giuseppe.

Legno da lavorare. Attrezzi consumati dall’uso. Mani segnate dalla fatica. Una famiglia da mantenere. Giornate probabilmente molto simili le une alle altre.

Eppure proprio quella vita così ordinaria è diventata terra santa.

Perché Giuseppe viveva ogni cosa alla presenza di Dio.

La santità nascosta di Nazaret

San Giuseppe ci insegna qualcosa di preziosissimo: non abbiamo bisogno di una vita straordinaria per diventare santi.

Possiamo incontrare Dio mentre prepariamo un pasto.

Mentre riordiniamo una stanza.

Mentre andiamo al lavoro.

Mentre assistiamo una persona che dipende da noi.

Mentre facciamo la spesa, sistemiamo una casa, affrontiamo una giornata stancante o ripetiamo per la centesima volta un gesto che nessuno noterà.

Nazaret ci insegna che Dio abita anche lì.

Anzi, molto spesso è proprio nelle cose che nessuno vede che cresce la santità.

Il lavoro non è soltanto ciò che ci dà uno stipendio

Quando pensiamo a San Giuseppe Lavoratore, possiamo essere tentati di limitare la riflessione al lavoro professionale.

Ma esiste anche un enorme lavoro nascosto.

Il lavoro di chi cura una casa.

Di chi prepara da mangiare.

Di chi accompagna un familiare.

Di chi si prende cura di una persona fragile.

Di chi ascolta.

Di chi organizza la vita quotidiana affinché una famiglia possa andare avanti.

Ci sono lavori che ricevono uno stipendio e lavori che non ne ricevono alcuno.

Davanti a Dio, però, nessun gesto d’amore è inutile.

Una casa curata con amore può diventare una preghiera.

Un pasto preparato per qualcuno può diventare una preghiera.

Una medicina ricordata al momento giusto può diventare una preghiera.

Una parola paziente quando siamo stanchi può diventare una preghiera.

«Fatelo per il Signore»

San Paolo scrive:

«Qualunque cosa facciate, fatela di cuore, come per il Signore.»

Questa parola può trasformare completamente una giornata.

Non cambia necessariamente ciò che dobbiamo fare.

Cambia per Chi lo facciamo.

Anche il compito più semplice può essere offerto:

«Gesù, questo è per Te.»

Sto pulendo?

Per Te.

Sto lavorando?

Per Te.

Sto assistendo qualcuno?

Per Te.

Sto facendo qualcosa che nessuno apprezzerà?

Per Te, Signore.

Ed ecco che ciò che sembrava soltanto fatica diventa offerta.

Giuseppe lavorava accanto a Gesù

C’è poi un’immagine bellissima da custodire.

Gesù è cresciuto accanto a un uomo che lavorava.

Ha visto Giuseppe usare gli attrezzi.

Lo ha visto stanco.

Lo ha visto guadagnare il necessario per la famiglia.

Probabilmente ha imparato da lui un mestiere.

Pensiamoci: le mani di Giuseppe hanno insegnato a lavorare alle mani di Gesù.

Il Figlio di Dio ha voluto conoscere anche la quotidianità del lavoro umano.

Questo significa che nessuna nostra fatica onesta è estranea a Dio.

Gesù conosce la stanchezza.

Conosce il peso delle giornate.

Conosce la vita concreta.

Quando siamo stanchi

San Giuseppe non ci insegna a diventare macchine che non si fermano mai.

Anche il riposo appartiene all’ordine voluto da Dio.

Il lavoro cristiano non consiste nel riempire ogni minuto della giornata fino allo sfinimento.

Consiste nel vivere con amore il tempo del lavoro e il tempo del riposo, senza dimenticare Dio in nessuno dei due.

A volte santificare il lavoro significa impegnarsi.

Altre volte significa riconoscere con umiltà:

«Adesso ho bisogno di fermarmi.»

Anche questo può essere saggezza.

Il nostro piccolo Nazaret

Oggi guardiamo la nostra casa con occhi diversi.

Forse non è sempre ordinata.

Forse ci sono problemi, stanchezza, rumori, preoccupazioni e giornate nelle quali nulla va come avevamo programmato.

Eppure proprio quella casa può diventare il nostro Nazaret.

Non perché tutto sia perfetto.

Ma perché possiamo invitare Gesù, Maria e Giuseppe ad abitare la nostra quotidianità.

Non dobbiamo aspettare una giornata ideale per amare Dio.

Dio ci aspetta dentro la giornata che abbiamo.

Piccolo impegno

Scegliamo oggi un lavoro che normalmente facciamo malvolentieri.

Prima di iniziare, fermiamoci un momento e diciamo:

«San Giuseppe, lavoriamo insieme. Gesù, questo piccolo gesto lo offro a Te.»

E facciamolo con calma e amore, senza cercare riconoscimenti.

Preghiera a San Giuseppe Lavoratore

San Giuseppe,
uomo giusto e lavoratore fedele,
entra oggi nella nostra casa.

Insegnaci a santificare il lavoro,
a compiere con amore i nostri doveri
e a non disprezzare le piccole cose.

Proteggi chi lavora,
chi cerca un’occupazione,
chi ha perso il lavoro
e chi porta sulle spalle il peso della propria famiglia.

Benedici anche il lavoro nascosto
di chi cura una casa,
assiste una persona fragile,
prepara un pasto,
ascolta, accompagna e serve ogni giorno senza essere visto.

Quando siamo stanchi, insegnaci a riposare.

Quando siamo scoraggiati, sostienici.

Quando il nostro lavoro sembra inutile,
ricordaci che nessun gesto compiuto per amore è piccolo davanti a Dio.

Fa’ delle nostre case dei piccoli Nazaret,
luoghi nei quali Gesù possa essere amato, servito e accolto.

San Giuseppe Lavoratore, prega per noi. Amen.

❤️ Gesù, confido in Te!

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