Il Santo di oggi 12 luglio

San Giovanni Gualberto: il perdono che cambia una vita

12 luglio – San Giovanni Gualberto, abate

Ci sono momenti nella vita in cui una sola scelta può cambiare per sempre la direzione del nostro cammino. Per San Giovanni Gualberto quel momento arrivò davanti all’uomo che aveva ucciso suo fratello.

Giovanni era nato intorno alla fine del X secolo in una famiglia nobile della Toscana. Secondo la tradizione, un giorno incontrò l’assassino di suo fratello in un luogo dal quale l’uomo non poteva fuggire. Giovanni aveva la possibilità di vendicarsi. Tutto, secondo la mentalità del suo tempo, sembrava autorizzarlo a farlo.

Ma accadde qualcosa di inatteso.

L’uomo, vedendosi perduto, si affidò alla misericordia di Giovanni e gli chiese pietà per amore di Cristo crocifisso. Era il Venerdì Santo.

Giovanni abbassò l’arma.

Scelse di perdonare.

Quel gesto non cancellò il dolore per la morte del fratello. Non rese giusto ciò che era stato commesso. Ma spezzò la catena dell’odio. Giovanni comprese che, davanti alla Croce di Cristo, non poteva chiedere misericordia per sé e contemporaneamente negarla a un altro uomo.

Dopo quell’incontro entrò in una chiesa e si inginocchiò davanti al Crocifisso. La tradizione racconta che Cristo chinò il capo verso di lui, quasi a confermare quel gesto di perdono.

Da quel momento la sua vita cambiò.

Il perdono non cambia il passato, ma può cambiare il futuro

La storia di San Giovanni Gualberto ci mette davanti a una delle parole più difficili del Vangelo: perdonare.

È facile parlare di perdono quando la ferita è piccola. Diventa molto più difficile quando qualcuno ci ha veramente fatto del male, quando abbiamo subito un’ingiustizia, quando una parola o un gesto hanno lasciato dentro di noi una ferita che continua a sanguinare.

Il perdono cristiano non significa fingere che nulla sia accaduto.

Non significa dire che il male è bene.

Non significa permettere agli altri di continuare a ferirci.

Perdonare significa, prima di tutto, rifiutare che il male ricevuto diventi il padrone del nostro cuore.

Finché coltiviamo il desiderio di vendetta, la persona che ci ha feriti continua, in qualche modo, ad abitare dentro di noi. Il rancore occupa spazio, consuma energie, avvelena lentamente la pace.

Il perdono, invece, è un atto di libertà.

È dire: «Quello che mi hai fatto non avrà l’ultima parola sulla mia vita.»

San Giovanni Gualberto avrebbe potuto scegliere la vendetta. Probabilmente molti uomini del suo tempo avrebbero considerato quella scelta comprensibile. Ma egli scelse Cristo.

E scegliendo Cristo, ritrovò se stesso.

Davanti al Crocifisso

Forse il vero segreto della vita di San Giovanni Gualberto si trova proprio qui: davanti al Crocifisso.

È difficile perdonare guardando soltanto la nostra ferita. Quando contempliamo invece Gesù sulla Croce, scopriamo un amore che supera ogni misura.

Cristo, innocente, non risponde all’odio con altro odio.

Non maledice chi lo crocifigge.

Prega:

«Padre, perdona loro.»

Il cristianesimo nasce da questo amore.

E ogni volta che perdoniamo, anche faticosamente, anche lentamente, anche tra le lacrime, permettiamo alla vittoria della Croce di entrare nella nostra storia.

A volte il perdono non è un sentimento immediato. Possiamo decidere di perdonare e continuare a sentire dolore. Possiamo affidare una persona a Dio e accorgerci che la ferita ha ancora bisogno di tempo per guarire.

Non dobbiamo scoraggiarci.

Il perdono può essere un cammino.

Forse oggi possiamo soltanto dire:

«Signore, io non riesco ancora a perdonare, ma desidero desiderarlo. Comincia Tu a lavorare nel mio cuore.»

Anche questa è già una preghiera.

Dal perdono nasce una vita nuova

Dopo quell’incontro, Giovanni non tornò semplicemente alla vita di prima.

Il perdono aveva aperto una porta.

Scelse la vita monastica e divenne fondatore della Congregazione vallombrosana. Cercò una vita di preghiera, povertà, lavoro, fraternità e fedeltà al Vangelo. Combatté anche contro gli abusi che ferivano la vita della Chiesa del suo tempo, mostrando che la contemplazione autentica non rende indifferenti al bene e alla verità.

Tutto ebbe inizio, però, da una scelta nascosta nel cuore di un uomo.

Non vendicarsi.

Perdonare.

Seguire Cristo.

Questo ci ricorda che Dio può costruire qualcosa di grande a partire da un singolo .

Forse non saremo chiamati a fondare monasteri. Ma ogni giorno possiamo interrompere piccole catene di male: scegliendo di non rispondere a un’offesa con un’altra offesa, evitando una parola cattiva, rinunciando al desiderio di umiliare chi ci ha feriti, pregando per una persona con la quale facciamo fatica.

Sono gesti che nessuno forse vedrà.

Ma Dio li vede.

E attraverso di essi il Regno di Dio cresce.

Cercare Dio nel silenzio

San Giovanni Gualberto fu anche un uomo profondamente innamorato della vita monastica e della contemplazione.

Dopo aver conosciuto la forza della misericordia, comprese che il cuore umano ha bisogno di silenzio per ascoltare veramente Dio.

Anche noi viviamo spesso immersi nel rumore. Non soltanto nel rumore esterno, ma in quello interiore: pensieri, preoccupazioni, ricordi, paure, ferite.

Il silenzio davanti a Dio non è una fuga dalla vita.

È il luogo nel quale impariamo a guardare la vita con gli occhi di Cristo.

Non tutti siamo chiamati a vivere in un monastero, ma tutti possiamo custodire un piccolo monastero interiore: qualche minuto di silenzio, una pagina del Vangelo letta lentamente, una preghiera recitata senza fretta, uno sguardo rivolto al Crocifisso.

È lì che il cuore viene trasformato.

Per la vita di oggi

In questa giornata possiamo domandarci:

C’è qualcuno che porto ancora nel cuore con rancore?

Non dobbiamo forzarci a provare sentimenti che ancora non sentiamo. Possiamo però compiere un primo passo.

Pronunciare il nome di quella persona davanti a Dio.

Affidarla alla sua giustizia e alla sua misericordia.

E pregare:

«Signore, liberami da tutto ciò che mi impedisce di amare.»

Forse il miracolo non avverrà in un istante. Ma ogni volta che consegniamo una ferita a Cristo, permettiamo alla grazia di entrare proprio nel luogo in cui abbiamo sofferto.

San Giovanni Gualberto ci ricorda che il perdono non è la vittoria di chi ci ha fatto del male.

È la vittoria di Cristo dentro di noi.

Preghiera

San Giovanni Gualberto,
tu che davanti all’odio hai scelto il perdono
e davanti alla vendetta hai scelto Cristo,
intercedi per noi.

Aiutaci a deporre le armi nascoste del rancore,
dell’orgoglio e del risentimento.

Insegnaci a portare le nostre ferite
davanti al Crocifisso
e a lasciare che sia il Signore a guarirle.

Ottienici un cuore libero,
capace di cercare Dio nel silenzio,
di amare nella vita quotidiana
e di scegliere il bene anche quando costa.

Proteggi le nostre famiglie,
custodisci coloro che lavorano per la salvaguardia del creato
e aiutaci a riconoscere nella natura
un dono ricevuto dalle mani del Padre.

Fa’ che, come te,
possiamo mettere Cristo al primo posto
e lasciare che la sua misericordia
trasformi tutta la nostra vita.

San Giovanni Gualberto, prega per noi. Amen.

🌿 Una frase da custodire nel cuore

«Il perdono non cambia il passato, ma, nelle mani di Dio, può cambiare il nostro futuro.»

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