Vangelo del giorno – Venerdì 4 settembre 2026

Luca 5,33-39
«Vino nuovo in otri nuovi»
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù:
«I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro:
«Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola:
«Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo.
E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti.
Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.
Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».
🌿 Riflessione
«Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi».
C’è qualcosa di profondamente consolante e, nello stesso tempo, esigente nelle parole che Gesù ci consegna oggi.
Cristo non è venuto semplicemente ad aggiungere qualcosa alla nostra vita.
Non è una toppa nuova da cucire sopra un vestito vecchio.
Non è una devozione in più da inserire fra le tante cose che già facciamo.
Gesù viene per fare nuove tutte le cose.
E per accogliere questa novità occorre permettergli di trasformare anche il recipiente che dovrà contenerla:
il nostro cuore.
🍇 Il vino nuovo
Nella Scrittura il vino richiama la gioia, la festa, l’abbondanza.
E oggi Gesù parla anche dello Sposo.
Lo Sposo è Lui.
La vita cristiana, allora, non nasce prima di tutto da un insieme di obblighi da rispettare, ma dall’incontro con una Persona.
Gesù Cristo.
Possiamo osservare molte pratiche religiose e tuttavia rischiare di dimenticare perché le compiamo.
Possiamo pregare per abitudine.
Possiamo digiunare senza amore.
Possiamo partecipare alla Messa lasciando che il cuore rimanga altrove.
Gesù non disprezza il digiuno: anzi, dice chiaramente che arriverà il tempo nel quale i suoi discepoli digiuneranno.
Ma ci ricorda che ogni pratica cristiana deve nascere dall’amore per Lui.
Digiuniamo perché desideriamo Lui.
Preghiamo perché desideriamo Lui.
Andiamo all’Eucaristia perché desideriamo Lui.
Facciamo penitenza perché vogliamo liberare il cuore da ciò che ci impedisce di appartenergli completamente.
❤️ Gli otri vecchi del nostro cuore
Quali sono i nostri “otri vecchi”?
Forse sono quelle abitudini alle quali non vogliamo rinunciare.
Un rancore custodito da anni.
Il bisogno di avere sempre ragione.
Un giudizio verso qualcuno.
Una ferita che continuiamo ad alimentare.
Una paura che ci impedisce di affidarci.
Oppure semplicemente quella frase che qualche volta pronunciamo dentro di noi:
«Sono fatta così».
Gesù oggi ci risponde:
Tu puoi diventare nuova.
Non perché tu abbia improvvisamente la forza di cambiare tutto, ma perché la grazia di Dio può lavorare dentro di te.
Il Vangelo non viene a sistemare superficialmente la nostra vecchia vita.
Viene a trasformarla.
🌿 Lasciare spazio a Dio
Ma diventare “otri nuovi” significa anche accettare che Dio possa sorprenderci.
Noi amiamo le nostre sicurezze.
Costruiamo programmi.
Organizziamo le giornate.
Immaginiamo come dovrebbero andare le cose.
Poi Dio passa e qualche volta modifica i nostri piani.
Ci mette davanti una persona da accogliere.
Una responsabilità inattesa.
Una porta che si chiude.
Una strada nuova che non avevamo considerato.
Ed è proprio lì che possiamo domandarci:
«Signore, che cosa vuoi fare di nuovo nella mia vita?»
Non tutto ciò che cambia viene da Dio, naturalmente.
Ma chi vive nella fede impara a non chiudere immediatamente il cuore davanti alla novità.
Discernere significa anche lasciare uno spazio nel quale lo Spirito Santo possa operare.
✝️ Il digiuno che prepara il cuore
Questo Vangelo cade per noi di venerdì, giorno nel quale ricordiamo in modo particolare la Passione del Signore.
E le parole di Gesù sul digiuno acquistano una luce ancora più profonda:
«Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Il digiuno cristiano non è una punizione.
Non serve a dimostrare a Dio quanto siamo bravi.
È uno spazio che liberiamo.
Rinunciamo a qualcosa per ricordarci che Dio vale più di quella cosa.
Ogni piccola rinuncia può diventare una dichiarazione d’amore:
Gesù, oggi rinuncio a questo perché desidero ricordarmi di Te.
E il digiuno più difficile potrebbe persino non riguardare il cibo.
Possiamo digiunare da una parola cattiva.
Da un giudizio.
Da una lamentela.
Da una risposta data con rabbia.
Dal bisogno di avere l’ultima parola.
Questi digiuni possono davvero cominciare a rendere nuovo il nostro cuore.
🕊️ Signore, fammi nuovo
Forse non possiamo cambiare tutto oggi.
Dio non ce lo chiede.
Possiamo però aprirgli una piccola porta.
Possiamo domandargli:
«Gesù, qual è l’otre vecchio che oggi vuoi aiutarmi ad abbandonare?»
E poi ascoltare.
Forse ci verrà in mente una persona da perdonare.
Una confessione rimandata.
Una cattiva abitudine.
Una preghiera trascurata.
Un gesto d’amore che continuiamo a rimandare.
Cominciamo da lì.
Perché Gesù continua ancora oggi a versare il vino nuovo della sua grazia.
Ma desidera trovare in noi un cuore disposto a lasciarsi rinnovare.
🙏 Preghiera
Signore Gesù,
Tu sei il vino nuovo
che porta gioia e vita nel mio cuore.
Non permettere che io riduca il Vangelo
a un’abitudine o a una serie di gesti compiuti senza amore.
Rendimi un otre nuovo.
Rinnova i miei pensieri,
le mie parole,
le mie scelte
e il mio modo di amare.
Liberami dai rancori che custodisco,
dalle abitudini che mi allontanano da Te,
dalla paura di cambiare
e da tutto ciò che rende il mio cuore incapace
di accogliere la tua grazia.
In questo venerdì,
nel ricordo della tua Passione,
accogli anche le mie piccole rinunce.
Fa’ che ogni sacrificio diventi amore
e ogni digiuno diventi desiderio di Te.
Versa in me, Signore,
il vino nuovo del tuo Spirito.
Fammi nuova in Te.
Amen.
Gesù, confido in Te! ❤️
La Preghiera del Cuore, con Vania
